giovedì 16 giugno 2016

La scoperta di tre nuove onde cerebrali



Come sappiamo le onde cerebrali sono 5:
Theta, Delta, Alfa, Beta e Gamma.
Recentemente è stato rilevato che non sono le sole presenti nel nostro cervello.
Nei manuali di neurologia più recenti si trovano infatti dei riferimenti a 3 nuove onde, fino ad oggi sconosciute e ancora non studiate.
Le fonti di questa informazione sono poche ed infatti su internet non è al momento possibile trovare dei riferimenti ad esse, forse perché non ci sono studi o conclusioni riguardanti questa scoperta così recente.
Queste tre onde, di cui si sa ancora poco o nulla, sono le seguenti:
Omega (tra gli 80 e i 100 Hz), Rho (tra i 120 e i 550 Hz) e Sigma (tra i 500 e i 1000 Hz).
Queste tre onde viaggiano ad una frequenza insospettata fino ad ora, aprendo molte possibilità per quanto ha a che fare con numerosi campi su cui le nostre onde cerebrali sembrerebbero avere una certa influenza. 
Per il momento restano molte le domande a cui rispondere perché non si conosce la loro funzione ma, con una potenza del genere (sono superiori alle onde Gamma, che sono la potenza necessaria ad un cambio di realtà temporaneo) potrebbero avere implicazioni in fenomeni come la telepatia o la lettura del pensiero e, perché no, con i viaggi astrali.

lunedì 23 maggio 2016

Risonanza Schumann

La risonanza Schumann è un gruppo di picchi del campo magnetico terrestre che si trovano nella banda ELF (frequenze estremamente basse).
Queste onde sono risonanze elettromagnetiche globali, eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini che si trovano nello spazio tra la superficie terrestre e la ionosfera.
La risonanza avviene poiché lo spazio tra la superficie della Terra e la ionosfera agisce come una guida d'onda. Le  dimensioni della Terra fanno comportare la guida d'onda come una cavità di risonanza per le onde della banda ELF.
Le risonanze di Schumann sono osservabili come picchi separati nelle frequenze estremamente basse del rumore elettromagnetico di fondo.
Queste risonanze hanno valore di 7,83 (fondamentale), 14.3, 20.8, 27.3, e 33.8 Hertz.
Le risonanze Schumann vengono usate per tracciare l'attività globale dei fulmini, che è direttamente collegata al clima terrestre, e che può quindi monitorare anche i cambiamenti climatici terrestri.
La risonanza Schumann viene utilizzata per lo studio dei fulmini extraterrestri e dei fenomeni come sprite, getti, elfi ed altri fulmini dell'alta atmosfera.
Un altro campo di interesse nell'uso della Risonanza di Schumann è relativo alla previsione a breve termine dei terremoti.
Possiamo dire che la Risonanza Schumann rappresenta il ritmo di base della Terra, una sorta di battito cardiaco per intenderci, e dalle sue variazioni possiamo arrivare a comprendere anche i terremoti e gli sbalzi climatici.
Noi e la Terra siamo molto simili, siamo fatti della stessa materia e siamo influenzati direttamente dalle sue condizioni di benessere o malessere.

martedì 17 maggio 2016

Come impedire l'evoluzione umana Anteprima del libro "Un Nuovo Inizio"


Oggi parlerò di un argomento molto importante, ovvero dei modi che certe "entità" ai vertici hanno trovato per impedire l'evoluzione dell'essere umano.
Tutti noi siamo dotati di neuroni specchio, che permettono l'esistenza dell'empatia. Se questo è vero, allora perché il mondo non è una visione di amore e pace?
La risposta è una sola, ci manipolano per privarci della nostra evoluzione spirituale, della nostra empatia e del collegamento che abbiamo gli uni con gli altri.
Qui di seguito riporto un estratto del mio libro, Un Nuovo Inizio, dal capitolo dedicato a questo argomento.
"Se proprio vogliamo cercare un responsabile del nostro mancato risveglio spirituale, possiamo concludere che esso non è altro che il nostro modello culturale.
I complici che ci rallentano sono innumerevoli e sono: stress, alimentazione, repressione, depressione, inquinamento ambientale, distacco dalla natura, sottomissione delle altre specie viventi, denaro, malvagità di chi ci controlla e comanda, pregiudizi, ecc. ecc.
Questi “poteri”, che lavorano contro l'empatia e il risveglio, cominciano a combatterci fin da dentro la culla, ci condizionano da bambini così che possiamo diventare adulti facilmente controllabili. In poche parole, sulla base di alcuni comportamenti, giudicati in modo soggettivo da insegnanti e medici, vengono prescritti ai bambini pesanti psicofarmaci che condizioneranno il loro sviluppo ed inibiranno le loro capacità di ragionamento, ostacoleranno la loro consapevolezza.
Usando le droghe riescono a sopprimere ogni forma di comportamento spontaneo, inibendo l'immaginazione e quindi la capacità di creare, rendendo gli individui perfettamente inquadrati nel sistema.
Chi poi dimostra empatia verso le altre specie viventi viene fatto apparire ridicolo, e spesso anche escluso dalla vita sociale.
Secondo la medicina, sia tradizionale che moderna, molte patologie trovano la propria origine nel'alimentazione. Spesso e volentieri, a causa della vita frenetica che conduciamo, ci ritroviamo a mangiare piatti pronti che contengono dosi eccessive di lipidi, carboidrati, zuccheri e proteine, a discapito di vitamine e sali minerali, indispensabili per il nostro benessere. Questi cibi che consumiamo sono in oltre pieni di conservanti, coloranti e additivi, che hanno un influsso pessimo sulla ghiandola pineale.
Dobbiamo andare un passo avanti alle nostre abitudini e ai nostri pregiudizi, capire che queste scelte non sono una “moda” del momento, ma un vero e proprio tentativo di evolvere.
Ogni volta che l’essere umano si avviava sulla strada per una nuova consapevolezza, c’era qualcosa o qualcuno che lavorava più attivamente che mai per inibire questo processo evolutivo.
Le religioni hanno fatto un gran lavoro nei secoli per impedire che l’uomo potesse raggiungere una maggiore consapevolezza, reprimendo tutto ciò che si allontanava da quello da loro predicato. Pensiamo a Giordano Bruno, morto tragicamente a causa delle sue idee, o a Galileo Galilei, la cui unica via d’uscita fu l’abiura, ovvero ammettere che quello che aveva scoperto (che poi venne dimostrato essere corretto) era errato."
Troppo a lungo il desiderio di essere accettati dalla società, o anche il semplice istinto di sopravvivenza, ha impedito di fare domande. Questo è il momento giusto per cominciare a chiederci chi siamo e cosa ci impedisce di vivere nel mondo che vorremmo.

giovedì 21 aprile 2016

Esperimento Milgram



L'esperimento Milgram fu un esperimento di psicologia sociale condotto nel 1961 dallo psicologo Stanley Milgram nel tentativo di trovare risposta a questa domanda:
"E' possibile che i nazisti stessero solo eseguendo degli ordini?"
L'obiettivo di questo esperimento era studiare il comportamento di persone alle quali un'autorità, uno scienziato, dava loro ordine di eseguire azioni in contrasto con i valori etici e morali.
I partecipanti vennero reclutati con la scusa di eseguire esperimenti sull'apprendimento. I soggetti erano maschi tra i 20 e i 50 anni, di varia estrazione sociale.
Lo sperimentatore si serviva di un complice, che doveva farsi passare per soggetto di studio.
Il soggetto ignaro era posto davanti ad un pannello con 30 interruttori a leva, sotto ognuno dei quali era segnata la tensione che andava da 15V a 450V. Sotto ogni gruppo di interruttori era inoltre indicata la potenza della scossa elettrica, indicata come lieve, media, forte, intensa, molto intensa e molto pericolosa, ovvero mortale.
Al soggetto che si occupava del pannello era fatta percepire la scossa lieve, perché si rendesse conto che non vi erano finzioni e poi si procedeva così:
Il compito del soggetto/complice era quello di memorizzare associazioni di parole e ogni volta che sbagliava, il soggetto ignaro di essere lui il centro dello studio doveva dare una scossa, via via di intensità crescente.
Il soggetto/complice veniva legato ad una sedia con un elettrodo al polso. Doveva rispondere alle domande e fingere, quando la risposta era sbagliata, di riceve le scosse elettriche. Egli doveva anche simulare il dolore e le implorazioni durante il progredire di intensità delle scosse, fino a simulare uno svenimento alla potenza di 330 V.
Lo sperimentatore durante la prova esortava continuamente l'addetto al pannello a continuare nonostante l'evidente stato di sofferenza del soggetto /complice.
vedendo quanti interruttori erano attivati, si poteva così misurare il grado di obbedienza all'autorità.
I risultati dello studio furono scioccanti.
nonostante i soggetti di studio mostrassero ansia e protestassero verbalmente, una grande percentuale obbedì comunque allo sperimentatore, violando i propri valori morali.
Il fatto che la responsabilità dell'ordine venisse dallo sperimentatore, faceva sentire i soggetti liberi dalla responsabilità del benessere altrui, essi li limitavano ad eseguire degli ordini.
Per farlo inibivano i neuroni specchio e producevano un annullamento dell'empatia.
Il grado di ubbidienza variava anche in relazione alla distanza tra il soggetto e il soggetto/complice.
Era infatti più semplice eseguire gli ordini se esso non poteva sentire i lamenti sella persona legata alla sedia.
La coesistenza di norme sociali contrastanti (da una parte quelle che inducono a non utilizzare la forza e la violenza e dall'altra quelle che prevedono una reazione aggressiva a certi stimoli) fa sì che la probabilità di attuare comportamenti aggressivi venga di volta in volta influenzata dalla percezione individuale della situazione (che determina quali norme siano pertinenti al contesto e debbano pertanto essere seguite). Dal momento che il soggetto accetta la definizione della situazione proposta dall'autorità, finisce col ridefinire un'azione distruttiva, non solo come ragionevole, ma anche come oggettivamente necessaria. Questo esperimento aiuta a comprendere come anche persone fondamentalmente non cattive o violente, possano in determinati casi, commettere azioni orribili.
Questo esperimento dimostra l'importanza dell'empatia, come anche l'inconsapevolezza della maggioranza degli esseri umani, che sono facilmente manipolabili da personaggi senza scrupoli.

domenica 17 aprile 2016

Come funzionano i neuroni specchio?

I neuroni sono le cellule di base del nostro sistema nervoso. Queste cellule creano campi elettrici e comunicano attraverso lo scambio di sostanze chimiche. Sono collegati tra loro tramite dei prolungamenti che si estendono dalla cellula e possono comunicare anche a neuroni che si trovano ad una distanza notevole.
Un gruppo particolare di neuroni sono quelli detti neuroni specchio.
Questi neuroni sono stati scoperti all'inizio degli anni '90.
Durante esperimenti con le scimmie, si osservò come l'eseguire un dato movimento attivasse dei neuroni e come anche la visione dello stesso movimento effettuato da qualcun'altro potesse attivare gli stessi neuroni.
Da questo si è poi arrivati alla comprensione che i neuroni specchio svolgono un ruolo anche più complesso del semplice rilevamento delle azioni proprie o degli altri; sembra infatti che essi siano coinvolti anche nell'interpretazione dell'intenzione che sta dietro alle azioni.
Dal punto di vista dell'evoluzione possiamo dire che questi neuroni servono a facilitare l'apprendimento attraverso l'imitazione di quello che ci circonda, e che siano coinvolti anche nell'interpretazione emotiva delle azioni.
Se un neonato vede una persona che sorride, i neuroni specchio si attivano e il neonato imita il piano motorio necessario a riprodurre il sorriso. Il sorriso però con il tempo sarà elaborato anche dal punto di vista emotivo e potrà essere associato ad una precisa emozione, facendo in modo che il bimbo sorrida quando è felice, come risposta all'emozione che prova.
I neuroni specchio assumono anche un ruolo nella vita sociale dell'individuo perché permettono non solo di imparare nuove azioni e di interpretarne il significato, ma anche di riuscire ad interpretarle dal punto di vista emotivo.
Sembra quindi che sia un collegamento tra neuroni specchio ed empatia.

martedì 12 aprile 2016

L'importanza dell'empatia



Salve a tutti,
oggi voglio parlarvi dell'importanza dell'empatia.
Empatia significa riuscire a comprendere le emozioni altrui, riuscire ad immedesimarsi nelle emozioni dell'altro.
Riuscire a mettersi nei panni degli altri è una caratteristica fondamentale dell'esperienza degli esseri umani e degli animali. Se riusciamo a comprendere le emozioni di qualcun altro, possiamo comprendere anche le motivazioni che spingono a prendere una decisione piuttosto che un'altra. Questo crea un collegamento emotivo che permette di acquisire una maggiore sensibilità verso il prossimo ed i suoi bisogni.
Se noi riusciamo a provare coinvolgimento emotivo nei confronti degli altri, automaticamente vogliamo che questi si trovino in uno stato di benessere e facciamo il possibile per agevolarlo.
Immaginate un mondo in cui tutti sono attenti ai propri bisogni e anche a quelli degli altri, a quelli degli animali e dello stesso pianeta. In un mondo empatico non ci sarebbero violenze di nessun tipo, l'armonia sarebbe il comune denominatore della società.
Non si stratta di utopia ma piuttosto di speranza, spero che tutti riescano ad attivare la propria empatia, nel corso della loro crescita personale.
Certo, c'è da dire che ci sono alcuni casi in cui l'eccessiva empatia non ci aiuta, o addirittura ci ostacola.
Le persone emotive ad esempio, si trovano in difficoltà se devono fare male a qualcuno, anche se è a fin di bene. Ad esempio: se sono una persona molto emotiva, quando qualcuno mi chiede di togliergli una scheggia dal dito, io, che mi immedesimo nel dolore altrui, sarò dispiaciuto al pensiero di fargli male per toglierla, anche sapendo che è necessario farlo.
Le persone troppo emotive si trovano in difficoltà anche quando si tratta di dare notizie poco piacevoli o contraddire qualcun altro.
Devo quindi concludere dicendo che empatia ed eccessiva emotività non sono cose che devono corrispondere, altrimenti tenderemo a sbilanciarci in un verso piuttosto che in un altro.
Per comprendere meglio quali sono i meccanismi dell'empatia, nel prossimo post parlerò di neuroni specchio, le cellule che ci permettono di fare nostri gli stati emotivi ed i comportamenti altrui.

venerdì 8 aprile 2016

Il chakra del cuore e il ritmo Alfa


Quando cominciai a studiare il cervello, le onde cerebrali e i neuroni specchio, cominciai anche a trovare un collegamento con il modo che avevano gli antichi culti, sia religiosi che non, di descrivere l'energia.
Noi sfruttiamo il 100% delle nostre capacità imitative cioè usufruiamo del nostro cervello per ciò che abbiamo imparato in ogni settore: sport, matematica, istruzione, parlare camminare,ecc. ecc.
In campo energetico invece non arriviamo al 5%.
Perché?
In base ai miei studi sulle onde sincroniche, il fatto che il nostro cervello non percepisce come agisce avviene a causa dei neuroni specchio, troppo aperti per le persone emotive, troppo chiusi per le persone razionali.
Come dicevo, in base ai miei studi ho potuto collegare le onde sincroniche al cuore.
Ho scoperto che in base a tante teorie scientifiche (Anderson e Andersson, ma anche tanti altri scienziati) possiamo concludere che il talamo è collegato la cuore.
Come ho già detto, i ritmi Alfa sono i ritmi basali del nostro cervello. Il talamo è collegato all'ipotalamo, che a sua volta è collegato al cuore; quindi i ritmi Alfa sono i ritmi del cuore e danno (lo chiamo così per semplificare) il tempo alle onde cerebrali a livello corticale.
Nel nostro cervello ogni onda è corrispondente a uno stato emotivo.
Questi ritmi hanno una frequenza e una potenza;quando sono sincronici collegano i neuroni specchio percettivi, con i neuroni specchio canonici, che eseguono l'azione.
Nei culti antichi questo collegamento viene chiamato il cuore e la consapevolezza. Nei chakra, questa sincronicità rappresenta l'apertura di quello del cuore. In campo energetico significa avere il 50 % di energia in più, in campo scientifico, significa unire i ritmi Alfa, con i ritmi cardiaci.
Ho parlato di questa teoria con tantissimi medici, ed è stata approvata anche dalla neurologia di Careggi a Firenze.